Dare slancio ad una rinnovata solidarietà sociale e al mondo del volontariato.

Quello del Volontariato è un tema centrale per un progetto di futuro delle comunità trentine. La fitta rete fatta di donne e uomini che mettono a disposizione un patrimonio di tempo, passione competenze a titolo gratuito a favore della collettività ha concorso a costruire il Trentino di oggi. Un contributo essenziale sia nel rispondere ai bisogni delle realtà cittadine e di Valle ma soprattutto nell’essere tessitore di quella fitta rete di relazioni che sono l’ossatura essenziale della Comunità.

Ora nessun processo di sviluppo, specie in una terra complessa come quella trentina, può essere pensato se non partendo dalle reti di comunità. Una comunità coesa, forte, che vive un contesto di armoniosa convivenza è fattore primario di qualsiasi processo di sviluppo sia esso sociale che economico.

Riflettere sul volontariato, quindi, significa progettare il futuro delle comunità.

Il volontariato trentino, nelle sue innumerevoli forme e dinamiche, opera su diversi fronti ed è quindi utile poter averne un quadro il più possibile chiaro.

Volontariato sociale e sanitario: è tutto il mondo di associazioni e reti formali ed informali di persone che si occupano dei bisogni primari delle persone e delle famiglie (Avuls, volontari, RSA, Caritas, Centri di Ascolto, Reti ed associazione per l’accoglienza…).

Protezione civile: il volontariato della Protezione Civile del Trentino, formato da Vigili del Fuoco Volontari, Nuclei Volontari Alpini (NU.VOL.A), Croce Rossa, Soccorso Alpino, Psicologi per i Popoli, Cani da ricerca, costituisce, con i suoi più di 8000 volontari, un complesso coordinato è altamente professionalizzato, vero asse portante della sicurezza del nostro Trentino e non solo.

Volontariato culturale: bande, cori, filodrammatiche, ecc. formano un mondo variegato ed estremamente dinamico che è essenziale per garantire vitalità alle comunità specie nelle realtà periferiche dove spesso costituisce l’unica fonte che può garantire progetti culturali.

Sport: Un mondo, quello sportivo, presente in modo capillare su tutto il territorio, che gioca un ruolo straordinariamente importante nel mondo giovanile nei percorsi educativi e di crescita non solo sportiva dei nostri giovani.

Questo mondo del volontariato, così importante, complesso e variegato, presenta oggi alcuni fattori di criticità che vanno monitorati e superati:

i mutamenti sociali degli ultimi anni che hanno progressivamente portato all’indebolimento dei processi di comunità, linfa vitale del volontariato;

la pandemia, che ha accelerato questo processo di indebolimento delle reti di comunità; l’impatto dei socials se da un lato offre nuove prospettive e nuovi metodi di comunicazione, dall’altro porta sempre più a processi di relazione virtuale;

l’appesantimento burocratico che con la Riforma del terzo settore e la nuova Legge dello sport hanno messo in grave crisi specie le associazioni più piccole;

la crisi della famiglia che da sempre costituisce il primo nucleo di promozione del volontariato.

Questi fattori determinano una difficoltà di reclutamento di nuove leve ed il ricambio generazionale e costituiscono i punti di criticità più evidenti che mettono in difficoltà il mondo del volontariato.

 

Riteniamo quindi importante delineare una proposta programmatica che punti a promuovere il volontariato come:

tessitore dei legami di comunità;

partecipe alla programmazione delle politiche;

garanzia di presenza costante e presidio di sicurezza anche nelle valli e nelle realtà periferiche;

promotore di cultura e custode della memoria come elemento essenziale dell’identità; antenna efficace capace di rilevare le aree di disagio e di difficoltà.

Per ognuno di questi obiettivi sarà necessario definire, nei documenti di sviluppo, strumenti e metodologie da mettere in campo per conseguirli.

 

Tutto ciò evidenzia la necessità di pensare a proposte nuove e forti per far sì che questo mondo non si disperda ma al contrario, diventi sempre più fattore di crescita e di innovazione. Ecco quindi, in chiusura, alcune proposte.

Gli stati generali del volontariato trentino: valorizzando l’occasione che nel 2024 vedrà Trento Capitale Europea del Volontariato, si potrebbe pensare ad un momento di riflessione comune sullo stato del volontariato immaginando un percorso di incontri e di condivisione con tutti gli attori per capire insieme come progettare il futuro.

Scuola e volontariato: costituzione di un tavolo permanente di confronto e reciproca collaborazione fra il mondo scolastico e le rappresentanze del mondo del volontariato. Infatti scuola e volontariato sono mondi che se messi in relazione possono trovare ampi spazi di reciproco beneficio. E’ necessario immaginare spazi di confronto permanenti nei quali costruire progetti che possano valorizzare il volontariato come fattore educativo e di crescita.

Assetto legislativo: è oltremodo urgente interagire con il Ministero per proporre alcune modifiche o deroghe che consentano, magari attraverso una valorizzazione del ruolo delle Federazioni, anche alle piccole realtà periferiche di poter sopravvivere ed operare; le norme attuali, come detto, stanno creando forti difficoltà e ne mettono a rischio la sopravvivenza.

Monitoraggio e supporto permanente: valorizzando il ruolo del C.S.V. (Centro Servizi Volontariato) e delle Federazioni, si potrebbe immaginare la creazione di un’agenzia per il volontariato attraverso la quale la Provincia possa destinare alcune figure professionali in grado di offrire supporto tecnico e giuridico liberando le Federazioni del peso burocratico e consentendo loro di investire in crescita e formazione.