Maule: «Dialogo per noi difficile finché stanno in una coalizione in cui c’è FdI»
Campobase. Valduga: «Se il ragionamento serve a rafforzare l’area di centro del centrodestra non ci interessa»
È difficile per Campobase respingere le proposte di dialogo – avanzate dal Patt e anche dal vicepresidente Spinelli – per la costruzione di un’area moderata di centro territoriale civica e autonomista, ma nello stesso tempo ignorare la pregiudiziale che è l’esclusione di un’alleanza con Fratelli d’Italia, la Lega, quanto meno quella salviniana, e men che meno Vannacci. Quindi il Patt e chi vuole costruire quest’area dovrebbe essere disposto a mettere in discussione queste alleanze.
Lo dice chiaramente la segretaria provinciale di Campobase, Chiara Maule (nella foto), che puntualizza: «Io non rifiuto il dialogo, perché dal punto di vista dei valori ci si ritrova su alcune cose. Rimane però il tema di fondo che nel momento in cui tu scegli di stare in una coalizione, che ha dentro un partito come Fratelli d’Italia, e adesso si discute di Vannacci, questo diventa uno sbarramento importantissimo, perché il dialogo con queste forze politiche non è possibile per noi».
«Il Patt – osserva inoltre Maule – lo strappo lo ha già fatto quando hanno detto sì a Fratelli d’Italia, mentre aveva sempre detto “mai con FdI”. Ci dicono di fare il centro, ma con questa legge elettorale si deve scegliere un campo o un altro e noi la nostra scelta l’abbiamo fatta perché siamo incompatibili con le forze che governano oggi a Roma. Oltre tutto con la presa di posizione del capogruppo della Lega, Mirko Bisesti, sulla Afd in cui si ritrova, il muro si è alzato ancora di più. La prima domanda che il Patt si deve porre è cosa ci fa lì con questi, se dal punto di vista valoriale non si riconosce in queste posizioni ma in quelle espresse da Mattarella sabato scorso a Trento».
Il capogruppo di Campobase, Francesco Valduga, è interessato al dialogo ma anche lui è prudente: «Se il ragionamento serve a rafforzare l’area di centro del centrodestra non ci interessa. Se invece si vuole capire se l’area moderata, autonomista, civica, popolare e riformista può avere ancora un ruolo di traino in Trentino, come lo ha avuto, non può non interessarci approfondirlo, evitando contrapposizioni tra estremi».
Valduga conferma che sarebbe stato anche disponibile a discutere di riforma elettorale proporzionale, ma il disegno di legge del Patt «con doppia soglia non aiuta».
L.P.