Si è tenuta questa mattina presso la sala Meeting dell’Hotel Accademia di Trento la
conferenza stampa di presentazione del “Piano Industriale per il Trentino“, elaborato da
Campobase e presentato dai quattro consiglieri provinciali.
Il documento rappresenta una risposta strategica e articolata alle criticità che il settore
industriale trentino sta attraversando: nel 2024 il comparto ha registrato il peggior calo di
fatturato degli ultimi dieci anni, con una contrazione della base produttiva e prospettive
preoccupanti per la tenuta del sistema economico provinciale. La crisi colpisce in modo
particolare le valli, dove si registrano chiusure di stabilimenti storici, emigrazione di giovani
qualificati e progressivo indebolimento del tessuto produttivo locale.
Il Piano si configura come un contributo programmatico che Campobase offre a tutte le
forze politiche, di maggioranza e di minoranza, così come alle parti sociali, ai sindacati e a
Confindustria, per avviare un dibattito serio e costruttivo su una crisi che penalizza
concretamente la vita di tutti i cittadini trentini, schiacciati da stipendi bassi – inferiori del
24% rispetto alla Lombardia – e da un’inflazione che tra il 2021 e il 2025 ha fatto crescere
del 25% il costo della vita, rendendo difficile coprire affitti e bollette.
“Nelle ultime settimane si è parlato spesso di un piano industriale per il Trentino, ma finora
non abbiamo visto proposte concrete. Per questo ci siamo sentiti in dovere, come
opposizione responsabile, di stimolare il dibattito con un documento articolato e operativo”,
hanno dichiarato i consiglieri di Campobase.

Le cinque linee di intervento proposte:
- Stipendi e contratti di qualità
Copertura contributiva progressiva fino al 75% per nuove assunzioni qualificate nelle valli,
con l’obiettivo di aumentare gli stipendi netti del 10-20% senza incrementare i costi
aziendali. Prevista inoltre un’Accademia provinciale per la formazione linguistica, civica e
professionale e l’inserimento lavorativo di cittadini stranieri. - Innovazione
Crediti d’imposta provinciali dal 20% al 40% per investimenti in tecnologie 4.0,
digitalizzazione ed efficientamento energetico, con premialità per chi si insedia nelle aree
periferiche. Riforma della governance di HIT per renderla più rappresentativa e orientata ai
risultati, con l’inclusione stabile del mondo produttivo, in particolare Confindustria Trento e
Cooperazione Trentina. - Connessioni, mobilità e welfare
Piano per portare banda ultralarga e 5G nei poli produttivi delle valli, housing agevolato
per lavoratori qualificati tramite fondo dedicato e riconversione di patrimonio pubblico
inutilizzato, incentivi alla mobilità sostenibile con contributi provinciali al trasporto
dipendenti e istituzione di un Mobility Manager Territoriale, e promozione strutturata dello
smart working anche nelle aree periferiche con rete di coworking industriali. - Semplificazione
Sportello Unico per le Zone Industriali Speciali (ZIS) con l’obiettivo di dimezzare i tempi di
autorizzazione da 180-300 giorni a circa 90 giorni, corsia veloce per progetti innovativi ad
alto contenuto tecnologico e revisione della disciplina sulle fideiussioni bancarie, con
passaggio da garanzie decennali a fideiussioni revolving triennali rinnovabili, per renderle
più accessibili alle PMI. - Internazionalizzazione
Sportello Unico Digitale “Export Trentino” per coordinare i servizi esistenti di Trentino
Sviluppo, Camera di Commercio, UniTN e FBK in un’unica piattaforma, 150 borse di studio
annuali per mobilità internazionale e stage presso imprese esportatrici trentine o filiali
estere, e creazione della Trentino International Business Academy con percorsi ITS e
master dedicati a export e innovazione sostenibile, con prima edizione prevista nel 2026.
“Abbiamo vissuto troppi anni di mancanza di strategia e visione per il nostro territorio”,
hanno concluso i consiglieri di Campobase. “È tempo di trasformare i punti di forza del
Trentino – autonomia, eccellenza nella ricerca, qualità della vita, posizione strategica – in
vantaggio competitivo permanente. Senza un intervento straordinario e coordinato,
rischiamo il consolidamento della marginalità delle aree interne e la perdita irreversibile di
talenti qualificati”.
